InternoZero

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lunedì
feb 8,2010

Ricordate la storia della sicurezza, della tolleranza zero delle forze dell’ordine nei confronti dei drogati-immigrati-ladri-stupratori-assassini-kamikaze? Ricordate gli strabilianti risultati di New York, dove il repubblicano Giuliani aveva annunciato al mondo che la capitale di fatto degli Usa era tornata ad essere un luogo dove andare in giro sereni sventolando banconote come se ci si trovasse a Cuba?

Erano tutte fregnacce, come erano tutte fregnacce quelle di Alemanno sulla sicurezza: ad oggi (ieri sera per essere precisi) sulla Tiburtina era un unicum di prostitute, il degrado rimane paro paro fuori le grandi stazioni Termini, Tiburtina, Ostiense, lo sgombero di Casilino 900 è stato nient’altro che una lista infinita di violazioni di diritti umani senza precedenti e ovviamente non risolve il problema ma come al solito lo sposta altrove.

La destra non è nient’altro che una farsa mondiale incapace di risolvere problemi, semmai li rinvia, li schiva, li sotterra, ma come diceva in un saggio film Thomas Millian “Se cachi sotto a neve quanno ‘a neve se scioje la merda vie’ sempre a galla”

lunedì
feb 8,2010

Per vivere una storia a distanza c’è bisogno di imparare un bel po’ di cose.

1- Nelle lunghissime ore passate nelle stazioni italiane si scopre il vero significato della parola pazienza, significato etimologicamente connesso al brand Trenitalia, ai treni Alta Velocità e alla tratta Roma – Milano.

2- Una storia a distanza implica automaticamente il diventare cliente premium dei Feltrinelli Megastore, in quello di via Appia ho appena raggiunto lo status di cliente salutato. Per ogni mese sui treni si consumano in media quattro libri in più rispetto alla vita media di un umano mediamente propenso alla noia.

3- Si ascoltano decine, ma che dico decine, migliaia di canzoni al mese e mettere in ordine la libreria del proprio iPod diventa uno degli impegni da calendario, come fare la spesa, pulire il bagno, togliere la polvere dalle Billy, cambiare le lenzuola, lavarsi i denti, il venerdì punk.

4- Le storie a distanza possono finire con la stessa probabilità con cui possono finire quelle a stretto contatto ma a differenza delle seconde che si svolgono a Roma (le mie), può addirittura capitare, nei casi più gravi di malinconia, che durante una giornata particolarmente calda di Agosto ti venga nostalgia di Milano d’inverno, del freddo e della nebbia. Ma ripeto questo capita soltanto nei casi più gravi, a me per esempio è capitato una sola volta ed ero costretto a letto dall’apatia.

Conclusione: se togli il fatto che la storia distanza per molti versi è una non-storia o una mezza storia che alla lunga può diventare una bellissima-mezza-storia, io mi ci trovo abbastanza comodo, un po’ come quando torno a casa e prima di stappare una peroni mi infilo la tuta.

foto: Dave Nicoll

Il sistema caotico

lunedì
feb 8,2010

Da anni la Spagna leggeva nel nostro declino la misura del suo successo. Fosse di destra o di sinistra, considerava Berlusconi l’autobiografia di una nazione. Ora fatica a capire, come quel Paese bizzarro, l’Italia, possa permettersi il contro-sorpasso. Dovè il trucco, com’è possibile? Converrò attendere la fine della corsa, però gli analisti che sfiorano in anticipo la questione convengono che l’Italia ha un tessuto indsutriale più solido e più diversificato. Inoltre i sistemi caotici sopportano meglio le situazioni di stress

da Repubblica di oggi

giovedì
feb 4,2010

Quando il populismo va in gita all’estero..

giovedì
feb 4,2010

Berlusconi davanti ai frati della Natività, come mia Zia quando doveva fare la pipì e non riusciva a trattenerla, lui aveva lo smodato bisogno di raccontare una barzelletta e così è stato.
“La sapete quella sulla Madonna?”

«Subito dopo la nascita di Gesù San Giuseppe vede Maria molto triste e seria. Preoccupato le chiede: “Maria perché sei così triste?”.
“No, non è niente”, risponde la Madonna “Non ti preoccupare”
“Ma no, Maria, devi dirmi perché sei così seria”.
“Giuseppe ti dico che non è niente..”.
Ma giuseppe insiste, allora la Madonna gli risponde: “Beh, ormai è fatta, è che preferivo una femminuccia”»

Silvio ha un po’ quella stessa ironia del mio amico che scoreggia a tavola e ride, anche da solo all’occorrenza.

mercoledì
feb 3,2010

No, semplicemente che mi sfugge il collegamento tra lotta senza precedenti alla mafia e una legge che mette limiti all’uso dei pentiti nei processi.

Un po’ come quando Spalletti si ostinava a far giocare Perrotta come punta.

via solodascavare

Il male minore

mercoledì
feb 3,2010

Legittimo impedimento, per l’Udc si tratta del male minore.

Secondo me, invece, il male minore sarebbe che tutti i parlamentari del suo partito (lui, ovviamente, in prima fila a portare i vessilli) venissero sterminati con del gas in una camera a forma di cubo con le pareti trasparenti durante un esperimento scientifico mirato a testare nuove tossine neurotossiche.

martedì
feb 2,2010

Nicola Cosentino sottosegretario all’Economia nel governo Berlusconi, accusato di Concorso Esterno in Associazione Camorristica, salvato dal carcere dal veto del Parlamento, ha scritto un articolo su “Il Giornale” intitolato «E’ ora che il Pdl si liberi della Zavorra».

Andreotti e Craxi a confronto erano dei dilettanti

martedì
feb 2,2010

Ieri, durante il Consiglio Comunale a Roma, dopo che Antonino Torre della Lista civica Alemanno aveva chiesto l’ennesimo accantonamento delle delibere sul piano casa, stavolta per una pregiudiziale, il consigliere Alzetta (detto Tarzan) della Sinistra Arcobaleno, dopo aver protestato contro la maggioranza al grido di “vergognatevi” ha ben pensato di tirare una fantastica bestemmia nei confronti di coloro che da troppo tempo ignorano l’emergenza abitativa della capitale.

Il risultato, alquanto prevedibile: consiglio sospeso. Turbati dalla bestemmia “quelli del Pdl” hanno abbandonato l’aula, Alzetta è stato espulso e come al solito, da quando Gianni Alemanno è sindaco di questa città, è saltata un’altra giornata di lavori.

martedì
feb 2,2010

Due dischi uno italiano, uno canadese. Due bei dischi, di quelli che funziona quasi tutto alla perfezione e c’è poco altro da aggiungere se non il consiglio di preparare a modo il padiglione auricolare, focalizzarsi sui suoni e godersi la buona musica.

Brunori Sas – Vol.1 / 8

E’ uscito da un po’, ed è da un po’ che lo ascolto, che lo canto e ci sorrido. Musica italiana al 100% che ci si potrebbe mettere il marchio DOCG sulla confezione come per certi vini. Pop italiano, chitarre, qualche tromba e una lunga autobiografia che per moltissim versi suona più che famigliare. Ecco a mio modestissimo parere “Come stai” e “Guardia ‘82″ sono le canzoni migliori di un bellissimo album che non ha punti deboli.
cit. “Ma lei stava senza mutande, ma io non la guardavo neanche, mi infilavo i braccioli e poi dritto nel mare, non sapevo neanche cosa fosse l’amore”

Wintersleep – Welcome to the Night Sky / 7,5

Ho cominciato ad ascoltarli con la traccia di chiusura del disco, Miasmal Smoke & The Yellow Bel, un lunghissimo intro post rock di gran caratura, di quelli che smuovono le emozioni e gonfiano l’ego, poi parte la voce e come per magia non stona nulla “cazzo” mi sono detto “funziona anche a parole”. Poi incuriosito ho ricominciato dalla prima traccia e non c’è che dire, il terzo album di questi quintetto canadese, è qualcosa di veramente interessante. Le mie preferite “Miasmal Smoke & The Yellow Bel” e “Drunk on Aluminium”.

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